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Il fascino delle gemme e dei gioielli

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- Il fascino dello Zaffiro e del Rubino
- Molti di voi non sanno che due gemme, tra le più conosciute e sognate, sono in realtà lo stesso minerale. Mi riferisco alle gemme che voi conoscete con il nome di Zaffiro e Rubino; in effetti queste gemme non sono altro che varietà diverse dello stesso minerale il cui nome è "Corindone ". La differenza che contraddistingue le due è nel colore, come è noto per lo zaffiro è azzurro mentre per il rubino è rosso. Indicando le due come lo
stesso minerale intendo dire che sia lo Zaffiro che il Rubino hanno caratteristiche chimiche e fisiche identiche e cioè: stesso indice di
rifrazione, stesso peso specifico, stessa formula chimica, stessa durezza; con l'unica variante nel colore. Molte persone le quali non hanno conoscenze di gemmologia si chiederanno come mai allora sono di colori differenti; la spiegazione è molto
semplice, in quanto nella formula chimica di base del corindone (Al2 O3) entrano spesso degli elementi estranei sotto forma di impurità, questi elementi sono atomi diversi da quelli presenti nella formula chimica di base e molto spesso sono atomi di elementi che in chimica vengono chiamati "cromofori", nel senso che questi elementi hanno la caratteristica di fare assumere le colorazioni agli stessi minerali.
Se nel corindone ci fossero solo atomi appartenenti alla sua forma chimica di base il minerale assumerebbe un colore bianco cristallino: questo tipo di varietà viene indicata con il nome di "Leucozaffiro". L'elemento cromoforo dello zaffiro che ne determina il suo colore azzurro (impurità alla sua formula chimica base) è il " ferro " , mentre l'elemento cromoforo del rubino che ne determina il suo colore rosso è il
"cromo". Quindi le due famose gemme Rubino e Zaffiro altro non sono che la stessa gemma, con una differenza assai microscopica nella propria composizione, anche se ai nostri occhi e nei nostri sogni inquadriamo le due gemme in maniera assai differente.
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(articolo di Francesco Romano - perito in preziosi e gemmologo)
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Lo zaffiro Blue Giant of The Orient, da 486.52 carati, battuto all'asta da Christie's per 1,5 milioni di dollari.
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- Il taglio
- Il taglio delle gemme nasce in India. Nella lavorazione delle gemme è d'obbligo una distinzione tra incisione, lavorazione delle agate, delle pietre colorate e dei diamanti. Nel settore commerciale, invece, non vi è una rigida distinzione tra la lavorazione delle agate e delle gemme colorate.
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Incisione delle gemme
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L'arte dell'’incisione delle gemme, detta glitto-grafia, è riferita ai cammei e ai piccoli oggetti artistici ed ornamentali. Le più antiche incisioni su gemme consistevano in cilindri incisi, con simboli o figure ed erano usati come sigilli o amuleti. Le figure più antiche sono rappresentate dagli scarabei egiziani. L'incisione delle gemme era molto praticata in Grecia, e raggiunse il suo massimo splendore nella Roma antica. Attualmente, il centro di lavorazione
delle gemme più rinomato è quello di Idar-Oberstein, in Germania, dove viene inciso oltre il 90% delle gemme provenienti da tutto il mondo.
Inizialmente, si usava incidere principalmente l'agata, l'ametista, il diaspro, la cornelia e l'onice; oggi, l'incisione viene praticata anche su molte altre gemme, i diamanti compresi.
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Il taglio dell'agata
- Un tempo, le gemme molto grandi venivano scosse con un martello e cesello; oggi, invece, vengono tagliate con seghe circolari, cosparse di polvere adamantina, le cui lame vengono raffreddate con paraffina o
con un refrigerante speciale. La gemma di agata viene inizialmente
abbozzata su di un rullo in carborundo, mentre per ottenere la forma definitiva viene usato un rullo di arenaria. Le gemme tagliate a "cabochon", invece, vengono lavorate su di un rullo di arenaria scanalata. Il risultato finale è detto "raffinamento", che dona alla gemma lucentezza ed eleganza.
Questo processo viene attuato mediante l'uso di un cilindro a rotazione lenta o di un rullo in legno di faggio, piombo, feltro, pelle o stagno, con l'ausilio di una polvere lucidante quale l'ossido di cromo o altre paste simili.
Poiché in questa fase non viene usato alcun refrigerante, sarà necessario prestare una cura particolare per evitare che la gemma venga danneggiata dal calore.
- Il taglio delle gemme colorate
- Durante tutto il processo di produzione, i1 termine “gemme colorate” è riferito a tutte le gemme, esclusi i diamanti (e le agate,
in Germania). Il taglio delle gemme colorate è detto “arte lapidaria” e colui che lo esegue è chiamato “lapidario”.
Le lame delle seghe circolari, dotate di un filo cosparso di polvere di diamante come dentellatura, servono, all'inizio, per tagliare approssimativamente la gemma nella dimensione desiderata.
Il refrigerante, in questo caso, è acqua saponata, olio o paraffina.
La forma definitiva viene data alla gemma grezza su di un rullo verticale in carborundo, cosparso di grani abrasivi e refrigerato con acqua. Le gemme opache vengono lavorate a "cabochon" sempre su dei rulli in carborundo, ma scanalati.
Le gemme trasparenti, invece, vengono sfaccettate su delle mole orizzontali. La sostanza di cui è composto il rullo da taglio (piombo, bronzo, rame, stagno, ecc.) ed il tipo di polvere lucidante (carborundo, diamante, carburo di titanio) varia a seconda del tipo di gemma da tagliare, come pure la velocità del rullo. Il refrigerante, solitamente, è della semplice acqua.
Il processo finale consiste nel raffinare la gemma su di un rullo orizzontale o su di un cilindro di legno o su delle cinghie di cuoio, per eliminare i residui delle scalfiture e migliorarne la lucentezza.
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Il fascino dei diamanti |
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